Affrontare le sconfitte …
… nella società della performance
Se ci guardiamo intorno tutto ha sapore di performance. In qualsiasi ambito che sia lavorativo, sportivo, artistico, scolastico, l’unica cosa che conta è il risultato. Bisogna essere sempre e per forza i migliori. Sui social più like riceviamo più è forte l’idea di essere top.
Ma quando capita di subire una sconfitta, di fallire cosa succede? Pare proprio che nella società della performance questo non debba accadere.
Le reazioni di fronte a uno scivolone, una bocciatura, un insuccesso, possono essere diverse. Ogni persona risponde a tutto questo in maniera differente.
Ovvio che di primo acchito emerge una sensazione di fastidio, un’emozione di rabbia, perché certamente non era il risultato sperato. Le aspettative sono state disattese ed è proprio una scocciatura. Questa può essere senz’altro la primissima reazione, un momento di passaggio che ci conduce ad un approfondimento della situazione.
Ecco che il fallimento può trasformarsi in un’occasione di crescita. Rivedere ciò che è accaduto consente di renderci più consapevoli dei passi fatti, chissà probabilmente non era il momento giusto, oppure abbiamo osato troppo, o ancora è un ambito che non fa per noi. Fino a che punto siamo responsabili.
Prendere le distanze senza autoflagellarsi, capire cosa è successo ci permetterà di non ripetere più gli stessi errori e magari di trovare strade alternative. Se non riusciamo a farlo da soli, chiediamo aiuto ad un familiare, un amico, un counselor educativo.
Quindi è importante capovolgere il significato di fallimento, trovargli una connotazione positiva.
Molto dipende all’educazione ricevuta, come i nostri genitori reagivano di fronte ad un nostro sbaglio. E quello che noi facciamo a nostra volta con noi stessi e con gli altri. Fare una scansione del nostro background ci farà assumere una visione diversa e magari saremo più indulgenti anche con i nostri figli.