Il futuro è qualcosa già scritto?
Oppure è un foglio bianco tutto da riempire?
Le opinioni si dividono più o meno in due scuole di pensiero.
Chi crede che il futuro sia già scritto, ognuno è destinato a fare qualcosa o diventare qualcuno già deciso. Ad esempio in alcune culture i figli maschi tendono a seguire le orme del padre, le figlie femmine sono destinate al ruolo ricoperto dalla madre. Coloro che anelano un futuro diverso non sono accettati, vengono allontanati dalla famiglia.
Altri invece sono dell’idea che il futuro si costruisca giorno per giorno, seguendo le proprie aspirazioni, il personale sentire. Quotidianamente si impegnano per realizzare passo dopo passo ciò che hanno di più a cuore, incontrando di certo difficoltà, cercando in ogni modo di superarle.
In effetti il futuro è uno spazio temporale che nessuno può conoscere fino a quando non ci si trova e lo vive.
Tutti i giorni ci troviamo davanti a bivi che ci invitano, sollecitano o obbligano a compiere scelte; si intraprendono percorsi più o meno conosciuti, alternative, ci conducono in situazioni svariate. Alcune purtroppo ci allontanano dal personale obiettivo, altre invece possono accelerare il passo.
E’ fondamentale restare ancorati al nostro sentire, valutare le competenze, capacità e il loro utilizzo nell’ambito sia lavorativo che personale. Importante anche la motivazione, la spinta, la volontà, lo spirito con cui ci approcciamo al proprio mestiere o più in generale alle sfide della vita.
Ricordiamo che il passato rappresenta la memoria, l’archivio che contiene tutto ciò che e come abbiamo vissuto. Ci serve per muovere il timone nel mare del presente, lasciando andare le zavorre che appesantiscono il viaggio. E’ nel qui e ora che dobbiamo agire, con consapevolezza, senso di responsabilità, assertività e curiosità. Il futuro è la direzione verso cui ci stiamo dirigendo.