Ombrello da pioggia o da sole

Ombrello da pioggia o da sole

Uno degli oggetti più dimenticati

In passato l’ombrello era simbolo di ricchezza. In alcuni dipinti e rilievi cinesi, egizi, greci e mesopotamici, questo oggetto appare di uso comune ma riservato alle caste più nobili, considerato segno di estrema raffinatezza.

L’utilizzo dell’ombrello come strumento di riparo dal sole o dalla pioggia, si estese a partire dal XVI secolo. Inizialmente costruito con un’ossatura piuttosto pesante, coperto probabilmente da cuoio o robuste stoffe. Era portato non direttamente dalla persona che ne aveva bisogno, bensì da un paggio o valletto.

E’ dal XVIII secolo che vennero realizzati con dimensioni più vicine a quelle presenti oggi, decisamente più leggeri e individuali. Ognuno aveva il suo. Inoltre si distinguevano quelli specifici per il sole e per la pioggia. I primi erano utilizzati soprattutto dalle donne della borghesia. I tessuti erano impreziositi da trine e nastri.

Nel XIX secolo vengono creati una vasta gamma di ombrelli, con tessuti resi impermeabili oppure in materiale sintetico.

Oggi sono davvero tanti i modelli a disposizione. Varie misure, diversi tessuti e fantasie. Manuali o automatici, cioè dotati di un meccanismo a molla, in cui premendo un piccolo bottone la fa scattare e apre l’ombrello. Troviamo quelli ripiegabili, utili da portare nello zaino o nella borsa da lavoro. Ombrelli adatti ai bambini.

Nelle giornate di pioggia è assolutamente utile. Nonostante ciò, resta uno degli oggetti di uso comune più smarriti, scambiati, rubati. 

Un tocco di romanticismo: quanti baci sotto l’ombrello!

Una curiosità: a Gignese, in provincia di Verbania c’è il Museo dell’Ombrello https://www.museodellombrello.org

[Fonte testo: Enciclopedia Universale Rizzoli Larousse]

[Fonte immagine: https://www.brolliesgalore.co.uk/ ]

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